martedì 4 gennaio 2011

Benvenuti a Olia

Il 2011 a Oria è iniziato in un modo un po' scivoloso, un po' olioso, unto diciamo, molto unto. A partire da quella tanica di olio riversata sull'auto del blogger Franco Arpa, noto in città per il suo impegno anche di libero reporter di fatti e vicissitudini cittadine. Qualcuno avrà pensato, forse, che occorresse un po' ungere il veicolo delle informazioni e delle opinioni che il suo impegno assicura. Solo che non ha capito che si trattava di una metafora e ha pensato che bisognava buttare dell'olio sulla sua ford mondeo. O, forse, voleva dare un segnale: vorremmo fluidificare il mezzo con cui ti esprimi e dai voce a tanti cittadini, il tuo blog. E il nostro ex ispettore di polizia in pensione potrebbe addirittura esser grato a loro per questo, perché ogni motore necessita di fluidificante. Il blog è infatti diventato nel tempo il motore di un certo stile di vita attento alla città e agli atti dell'amministrazione, che ci si augura sempre più cittadini abbiano. Però sono stati commessi alcuni errori da parte degli "untori":

  • non aver capito la metafora del veicolo;
  • non aver capito nemmeno la metafora dell'olio: sono le parole l'olio della civilità;
  • aver sprecato tanto olio: ne basta solo un po', non serve tutto quell'olio che è colato su pneumatici e asfalto.
Avrebbero potuto, in fondo, prendere esempio da quando si amministrano i sacramenti del battesimo e della cresima: ci si unge appena le dita per amministrarli. C'è invece esagerazione e spreco nel loro gesto, una rozzezza semiologica che li pone nei limiti della bravata e loro più che dei "bravi" non sono. Perché, alla fine, tutto quest'olio non fa che rendere ancora più scivolose le nostre stradine che salgono e scendono da un castello che da quando è stato restaurato è diventato inaccessibile, nonostante l'impegno degli attuali proprietari. Sembra quasi a guardare da sotto le sue mura, come ho fatto io ieri, ci si senta buttare addosso dei pentoloni d'olio bollente. I Romanin, nuovi proprietari, anche loro sono scivolati nell'olio delle pastoie burocratiche a seguito del commissariamento del comune. Forse non hanno unto abbastanza quegli uffici che dovevano dare loro i permessi necessari e allora bisognerebbe prendersela con quella chiazza d'olio in cui è scivolata l'ultima giunta comunale.

D'altronde è ancora periodo di raccolta delle olive nelle nostre campagne, è periodo in cui l'olio abbonda, anche perché troppo a buon mercato. In qualche modo si deve usare. Dai nostri frantoi l'olio ha preso a colare dappertutto, ha invaso le strade, le automobili, le case, i garage, perfino i sottoscala e i tetti. Anche dentro casa si scivola che è una bellezza, le donne con le gonne ci devono stare attente se non voglion mostrare le pudenda. Solo i bambini sono contenti e si ammazzano dalle risate. Qualche buontempone ha persino cambiato un carattere nel cartello all'ingresso del paese: Benvenuti a Olia (invece di Oria). Dove si scivola come su una grande lastra di ghiaccio, se non si usano i pattini. Le automobili ormai sono impazzite e sbattono in continuazione da un angolo all'altro, si ribaltano, si rimettono in piedi, sembrano schegge ormai impazzite e che non ferma più nessuno. E' un grattacapo per il commissario prefettizio che in tutta fretta ha chiesto consiglio ai consiglieri, agli organi preposti e al gran consiglio di stato che in coro ha risposto: condire tosto con aceto e sale a piacere e mescolare.

martedì 5 ottobre 2010

Rettifica sul post di Carpe diem Oria

La redazione di Carpe diem Oria (Fedelfranco Russo), come si può vedere dai commenti pubblicati nel post su Mario De Nuzzo mi ha più volte sollecitato sul fatto che l'articolo, di cui parlo nel post, apparso e poi cancellato su Carpe diem Oria non è stato scritto in modo intenzionale. In altre parole l'autore del post non è Russo ma altra persona (ad ora sconosciuta) che ha avuto modo di accedere al sito web e di pubblicare ciò che Russo non desiderava pubblicare, almeno nella forma in cui è apparso il post. Gli rendo atto del chiarimento e mi scuso per il ritardo con cui lo faccio (3 giorni). D'altra parte questo è un blog in cui le pubblicazioni sono occasionali, non periodiche e a volte non con frequenza giornaliera. Perciò Carpe diem Oria non è da ritenersi responsabile di quanto ho scritto. Piuttosto l'episodio è da ascrivere ad un hacker che ha preso controllo del sistema causando malfunzionamenti e pubblicando post nelle veci dell'autore, secondo quanto quest'ultimo ha dichiarato. Perciò chiedo scusa al dott. Russo se l'ho ritenuto responsabile dell'accaduto. Mi auguro che questo portale sulla vita cittadina oritana possa al più presto tornare nella piena disponibilità della redazione e dei suoi lettori e che questo attacco informatico nei suoi confronti possa cessare. Esprimo altresì solidarietà nei confronti di Carpe diem Oria per queste intrusioni che ne stanno minando, in alcune occasioni come la presente, l'attribuzione dei post.

giovedì 30 settembre 2010

Le case grandi e le case piccole

Il cuore poetico di Oria. Immagine di Franco Arpa.
Oggi ho preso l'aereo da Brindisi. Appena si è alzato in volo ho guardato fuori dal finestrino e ho visto Oria e i suoi dintorni dall'alto. Però è accaduto uno strano fenomeno: gli edifici grandi si vedevano piccoli e gli edifici piccoli si vedevano grandi. Vedere Oria dall'alto cambia la prospettiva. Provate anche voi.


Infatti è accaduto che il castello, la basilica cattedrale, il palazzo vescovile, palazzo martini si vedessero come costruzioni piccole mentre le Cripte, la Chiesa di Santa Lucia, Gallana, i Frantoi ipogei si vedessero come costruzioni grandi.


Ho visto anche la terza porta di Oria, quella che vogliono costruire, che era piccola. Il Santuario di Demetra invece si vede enorme.


Il sindaco di Oria che propone una showgirl come modello per i giovani è piccolo piccolo piccolo. Gli artisti e gli artigiani di Oria che lavorano con umiltà sono grandi grandi grandi.


Quelli che gettano le immondizie nelle campagne e quelli che non hanno fatto capir loro come devono fare la raccolta differenziata sono piccoli come le formiche. Coloro che hanno realizzato gli spaventaporci e hanno citato Francesco D'Assisi sono grandi come i leoni.


I federicomani che in nome della loro fede in Federico II dimenticano Mario De Nuzzo sono delle pulci. Il fratello Antonio e i suoi parenti, che non hanno mai fatto una polemica anche se ne hanno ben d'onde, sono degli elefanti.


I blogger che vogliono controllare la libertà degli altri blogger sono granelli di sabbia, mentre quelli che si confrontano e si aprono ai contributi degli altri sono dei mondi, delle galassie.


Gli esponenti della SCU arrestati tra Mesagne e Oria ieri al microscopio neanche si vedono, tutti coloro che non stanno zitti quando bisogna parlare e che stanno in silenzio quando non bisogna parlare sono stelle luminosissime in cielo.


Viva il cielo, viva il volo, viva le idee.

mercoledì 29 settembre 2010

Carpe diem Oria, la nebbia e l'ostracismo per Mario De Nuzzo

Schermata del post comparso ieri, 28 settembre, su Carpediem Oria,
poi cancellato, sulla lettera di Tina Massa alla locale Pro Loco.
Franco Russo pubblica un post nel suo blog Carpe Diem Oria in cui fa diventare una cittadina oritana, autrice di una lettera aperta, madre di Mario De Nuzzo. Poi capisce l'errore e toglie la parola a questa cittadina


Questa che vedete qui sopra è la schermata del post che ieri Franco Russo, blogger di Carpediem Oria, ha dedicato alla lettera di Tina Massa indirizzata alla locale sezione della Pro Loco. La lettera è un'appello ad ascoltare le ragioni dell'umanità rispetto a quelle del mero interesse rispetto alla proposta di Franco Arpa, respinta dalla Pro Loco, d'intitolare il prossimo Palio del Torneo dei Rioni alla memoria di Mario De Nuzzo deceduto 19 anni fa per un colpo di pistola sparato da un vigile urbano durante lo svolgimento del torneo stesso. Fin qui si direbbe un'azione lodevole da parte di questo blog visto che la lettera, dopo che era stata pubblicata su L'invisibile Oria, è stata pubblicata su quasi tutti i blog oritani. Tina Massa però per il Russo all'improvviso è diventata la madre di Mario De Nuzzo.


La madre di Mario, Lucia, è morta un anno fa. Ora, vorrei chiedere al buon Russo come fa una persona morta a scrivere una lettera? Oppure è uno di quei veggenti che si fanno dettare lettere e scritti dai defunti?Forse ieri aveva la mente annebbiata, forse gli è salita alla testa un po' di quella nebbia che a volte avvolge Oria. L'errore che questo noto blogger ha fatto è grave per due motivi:
  1. da diciannove anni in paese si parla della storia di Mario e dei suoi incredibili strascichi giudiziari e un divulgatore delle cose oritane come Russo dovrebbe esserne a conoscenza se vuole evitare brutte figure;
  2. è buona abitudine per un blogger verificare la fonte delle informazioni che pubblica specie quando si tratta di argomenti delicati espressi in forma di lettera aperta.
    Ora arriva una vera e propria chicca. Che cosa fa il nostro fan di Orazio (carpe diem)? Invece di cogliere l'occasione per chiedere scusa per un errore (che alla fine può capitare) pensa di fare una cosa "geniale": cancella il post. Che è come dire: se era una lettera della madre (morta e che fino a prova contraria non può scrivere) va bene, magari per fare pena, altre lettere non mi interessano. Tina Massa o altri cittadini non hanno il diritto di esprimersi né su questa né su altre vicende. O, meglio, possono parlare solo quando elogiano il PDL al governo ad Oria. Qualsiasi dubbio o critica sono banditi. Non dimentichiamo che questo medico dentista (la professione di Russo) è il gran medico della salute dei pensieri e delle parole degli oritani.

    Sapete cosa mi disgusta? Quel torneo di 19 anni fa si tenne lo stesso con gli atleti e i tifosi che festeggiavano come se nulla fosse successo. Ma soprattutto nessuno della giunta comunale o del corpo dei vigili urbani o della pro loco andò al funerale e per tutti e questi 19 anni non c'è stata mai nessuna parola di solidarietà alla famiglia o un gesto di vicinanza ai loro sentimenti, niente. Ha ragione Tina, Mario è la vittima sacrificale dell'edificio dell'arroganza e della durezza di cuore dei notabili oritani.

    domenica 26 settembre 2010

    Il Palio di Mario esiste già

    L'unica foto pubblica a
    oggi disponibile di
    Mario De Nuzzo.
    Mario De Nuzzo è il primo cittadino dell'invisibile Oria, di quella Oria cioè che meno si nota, che meno si vede, quasi nascosta che però porta una domanda e nel suo caso la domanda è: perché vigili urbani, comune e pro loco per quasi 20 anni non hanno mai dato al fratello Antonio e ai parenti di questo ragazzino almeno un piccolo segno di condivisione del dolore? In tutti questi anni mai sono state date le condoglianze alla famiglia o un qualsiasi altro gesto di vicinanza. Eppure è morto in circostanze pubbliche, per mano di un pubblico ufficiale. Questo diciassettenne rimase infatti vittima di un colpo di pistola al campo sportivo di Oria dove si teneva il Torneo dei rioni del 1991. Il blogger Franco Arpa ha chiesto di intitolare l'edizione del 2011 alla sua memoria con il sostegno di un gruppo di cittadini su Facebook, in occasione dei 20 anni dalla sua scomparsa. Ma la Pro Loco ha respinto la proposta senza nemmeno pensare ad un'alternativa. Sono molto indignato e arrabbiato. Ho parlato con il fratello Antonio oggi pomeriggio e a breve scriverò in questo blog un ritratto di Mario per recuperarne quella umanità negata dalle istituzioni oritane. Ora lascio la parola a Tina Massa, poetessa e appassionata di teatro e madre, che è un'oritana che vive da anni a Prato che ha voluto scrivere una lettera aperta ai dirigenti della Pro Loco.


    La leggenda di “Oria fumosa” continua a perpetuarsi.
    "Oria fumosa, ccitèra nnu vagnoni, pi qquànt’era curiosu vulìa vveti la tenzoni…". (Oria fumosa, uccisero un ragazzo, per quanto era curioso voleva vedere la tenzone, n.d.r.)
    Egregi signori, figli come me e come Mario De Nuzzo, della stessa madre Oria: soltanto scriverne il nome mi emoziona e mi commuove, un timore reverenziale verso una parola senza digrammi, O R I A, che si può pronunciare anche a bocca chiusa (provate!), quasi a immortalare l’eco di un urlo insoffocabile, o la benedizione di ogni madre, o, ancora, un sospiro d’orgoglio per essere sorta ancor prima di Roma. Vanto, quest’ultimo,di tutti gli oritani, fino a quando non arrivò il castello di un re con allegata maledizione! Meditazione è d’obbligo, a questo punto, sul mio titolo. Chi è, stavolta, il re (e quale la sua corte) che osteggia così macchinosamente la richiesta di intitolare il Palio 2011 alla seconda vittima immolata al castello? Di questo, infatti, si è trattato: un ragazzo ucciso da un soldato messo a difendere il re ed i suoi miseri divertimenti, da occhi indegni…!?? Peccato che il re, la corte e tutto il resto, erano solo una messinscena, ma purtroppo, il ragazzo è morto davvero! Come davvero è inevitabile, saltando per un attimo nella vita dell’autore del delitto, rintracciare una maledizione che precorrerà i tempi: due maledizioni in una, come al supermercato! La morte di uno del popolo, che muoia giovane, innocente, con l’ultimo pensiero rivolto al tifo per il suo rione in una mascherata ideata “per stordir le genti”, o con dei sogni ancora da realizzare, non fa certo business. Disturba, magari, è fastidiosa! Il prezzo della vita varia da persona a persona, secondo canoni o gradi diversi di civiltà e rispetto, secondo le mode, le tendenze, gli interessi; la” quotazione”, insomma, fa la differenza, come in Borsa! E così tutto andò avanti come previsto... Il torneamento ebbe luogo, incontrastato, proprio secondo la regola delle leggende: realtà e fantasia.
    Intanto il sangue di Mario sgorgava eterno insieme alle urla di sua madre. La leggenda si compie e si ripete, mentre Mario De Nuzzo dona già il suo Palio a Oria offrendole la propria vita.
    Beh, accidenti,adesso la “quotazione” c’è. Il Palio di Mario esiste già. E allora mi domando: quale perversa ragione dovrebbe impedirne la formalizzazione con uno stendardo intitolato? Le risposte me le posso anche dare ma sono troppe e potrei persino peccare di malizia. Mi piace invece pensare che ragione non ne vedo io e nemmeno voi, e che Mario De Nuzzo entrerà finalmente in quel campo, senza pagare il biglietto, con il suo Palio.

    mercoledì 22 settembre 2010

    Oggi e domani con L'uomo nero

    Immagine dall'alto del set de L'uomo nero.
    Credit: Tonino Carbone.
    Oggi e domani al Multisala Salerno di Oria, L'uomo nero, l'ultimo film di Sergio Rubini in parte girato anche ad Oria durante l'agosto scorso. Alcune scene sono state infatti girate nel nostro centro storico in via Francesco Milizia (a cui si riferisce l'immagine a sinistra) e nei pressi della scuola Edmondo De Amicis. Oria è dunque servita al regista e attore di Grumo Appula per ricostruire questa cittadina del sud Italia sul finire degli anni '50 in cui un pittore incompreso cerca di farsi strada ma viene frustrato nelle sue aspettative da un critico che può ricordare una sorta di Balanzone che però non ha nulla di comico. La spunterà il pittore in un modo che non vi rivelo: andate a vedere il film che è un gran bel lavoro e ne vale la pena. Personalmente lo considero un Pinocchio secondo Rubini.

    martedì 21 settembre 2010

    Oria o Morte!

    Credit: comune.oria.br.it
    "Oria o Morte!". E' con questo slogan che si presenta alla cittadinanza di Oria il nuovo movimento politico "Il Ritorno dei Viventi". Guai a considerarli morti, infatti, o, peggio ancora, delle mummie. Stiamo parlando dei membri della Confraternita della Morte che si trovano negli ipogei della Basilica Cattedrale di Oria. Tutti li ritengono infatti dei cadaveri mummificati ma è giunto il momento di svelare l'arcano. E' vero che si tratta di cittadini oritani che si trovano in quegli ipogei da secoli ma non è vero che siano morti. In realtà sono vivi e vegeti e intendono dimostrarlo presentando una loro lista di candidati alle amministrative per il prossimo consiglio comunale di Oria. E hanno anche espresso il loro candidato sindaco, Euprepio Corrado, che ha rilasciato in esclusiva un'intervista a L'invisibile Oria.

    credit: cedrodellibano.it
    I.O.: Perché dopo tanti secoli solo ora tornate a dire la vostra nella politica oritana?
    E.C.: Pirceni mai tempo come lo presente foe lo più propizio per lo ritorno dei membri della nostra confraternita infra alli quistioni che più albergano ne lo core et ne la mente de li cittadini de Orea. Ne li fatti abbiamo visto et considerato che altri  personaggi antichi sono impegnati ne la giostra de la pubblica administrationem. Parlo de lo miedico Sergio Ardito e de lo cavaliere Cosimo Pomarico.
    I.O.: A parte che la candidatura di Ardito non è ufficiale e se na sta ancora discutendo, non le sembra offensivo chiamare "personaggio antico" uno  come Mimino Pomarico che ha solo 64 anni, in confronto ai vostri 3-400 anni, poi?
    E.C.: Niuna offensionem. Noi de la Confraternita de la Morte che avimo preso nome de lo partito de lo "Ritorno dei Viventi" declaramo soddisfationem et laetitia per uno paese como l'Italia in dove lo presidente mismo est uno cadavere mummificato, come le persone nostre. Et consideriamo lo presidente de la America in troppo giovane aetate per l'administrationem di sì magno et difficultoso paese. Lo proverbio de li tempi nostri diceva: "Ci puzza di morti po' amministrari li corti, ci puzza di latti subbutu ti lu catti" (Chi puzza di morte può amministrare la corte, chi puzza di latte subito te lo compri, n.d.r.).
    I.O.: Qual'è il vostro programma per la città? Qual'è in sintesi la vostra proposta politica?
    E.C.: La signoria vostra ave letto de securo uno romanzo ne lo quale si elogia lo cangiamento per la conservationem ("bisogna che tutto cambi perché tutto resti com'è", Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, n.d.r.). Ne lo segno de lo cangiamento de li costumi, de le usanze, dell'adiministrationem la nostra pugna vole conservare lo clima, la mentalitate et ogne cosa ca foe da lo Signore nostro Gesù Cristo predisposta et voluta per lo bene nostro in secula seculorum.
    MUMMIE IN CORO: Amen!
    I.O.: A naso direi che il vostro programma non si discosta molto da un partito non molto distante dalle vostre posizioni, che ha lo scudo crociato nel suo simbolo e che parla tanto di cambiamento. Ma non le pare di fare come i democristiani della prima repubblica che usavano la fede per i propri scopi?
    E.C.: Che lo Deo de li cieli et de la terra et de ogni vita in su lo creato te perdoni et usi magnanimità. Li frati nostri ne la fede hanno perso la vita contra alli turchi ne lo massacro de Otranto et noi consideriamo lo martirio come la maxima de le virtù. La difesa de la fede et de la volontate de lo Deo ne la Uria de li tempi nostri est la missione che Gesù Cristo ce affidò.
    I.O.: Scusi ma la laicità dello stato e tutti i valori civili a questo punto che fine fanno?
    E.C.: Est una quistione che deve chiedere a quelli villici che ieri ne la Urbe aeterna fecero nuovo dolore et dispiacere co' loro rimostranze. Ma ora nce deve scusare ca lo tiempo ca mi è concesso have fine.
    I.O.: Certo, la saluto e la ringrazio.
    MUMMIE IN CORO: (si allontanano in processione cantando) Ti saluto, o croce santa,
    che portasti il Redentor,
    gloria, lode, onor ti canta
    ogni lingua ed ogni cuor...