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mercoledì 29 settembre 2010

Carpe diem Oria, la nebbia e l'ostracismo per Mario De Nuzzo

Schermata del post comparso ieri, 28 settembre, su Carpediem Oria,
poi cancellato, sulla lettera di Tina Massa alla locale Pro Loco.
Franco Russo pubblica un post nel suo blog Carpe Diem Oria in cui fa diventare una cittadina oritana, autrice di una lettera aperta, madre di Mario De Nuzzo. Poi capisce l'errore e toglie la parola a questa cittadina


Questa che vedete qui sopra è la schermata del post che ieri Franco Russo, blogger di Carpediem Oria, ha dedicato alla lettera di Tina Massa indirizzata alla locale sezione della Pro Loco. La lettera è un'appello ad ascoltare le ragioni dell'umanità rispetto a quelle del mero interesse rispetto alla proposta di Franco Arpa, respinta dalla Pro Loco, d'intitolare il prossimo Palio del Torneo dei Rioni alla memoria di Mario De Nuzzo deceduto 19 anni fa per un colpo di pistola sparato da un vigile urbano durante lo svolgimento del torneo stesso. Fin qui si direbbe un'azione lodevole da parte di questo blog visto che la lettera, dopo che era stata pubblicata su L'invisibile Oria, è stata pubblicata su quasi tutti i blog oritani. Tina Massa però per il Russo all'improvviso è diventata la madre di Mario De Nuzzo.


La madre di Mario, Lucia, è morta un anno fa. Ora, vorrei chiedere al buon Russo come fa una persona morta a scrivere una lettera? Oppure è uno di quei veggenti che si fanno dettare lettere e scritti dai defunti?Forse ieri aveva la mente annebbiata, forse gli è salita alla testa un po' di quella nebbia che a volte avvolge Oria. L'errore che questo noto blogger ha fatto è grave per due motivi:
  1. da diciannove anni in paese si parla della storia di Mario e dei suoi incredibili strascichi giudiziari e un divulgatore delle cose oritane come Russo dovrebbe esserne a conoscenza se vuole evitare brutte figure;
  2. è buona abitudine per un blogger verificare la fonte delle informazioni che pubblica specie quando si tratta di argomenti delicati espressi in forma di lettera aperta.
    Ora arriva una vera e propria chicca. Che cosa fa il nostro fan di Orazio (carpe diem)? Invece di cogliere l'occasione per chiedere scusa per un errore (che alla fine può capitare) pensa di fare una cosa "geniale": cancella il post. Che è come dire: se era una lettera della madre (morta e che fino a prova contraria non può scrivere) va bene, magari per fare pena, altre lettere non mi interessano. Tina Massa o altri cittadini non hanno il diritto di esprimersi né su questa né su altre vicende. O, meglio, possono parlare solo quando elogiano il PDL al governo ad Oria. Qualsiasi dubbio o critica sono banditi. Non dimentichiamo che questo medico dentista (la professione di Russo) è il gran medico della salute dei pensieri e delle parole degli oritani.

    Sapete cosa mi disgusta? Quel torneo di 19 anni fa si tenne lo stesso con gli atleti e i tifosi che festeggiavano come se nulla fosse successo. Ma soprattutto nessuno della giunta comunale o del corpo dei vigili urbani o della pro loco andò al funerale e per tutti e questi 19 anni non c'è stata mai nessuna parola di solidarietà alla famiglia o un gesto di vicinanza ai loro sentimenti, niente. Ha ragione Tina, Mario è la vittima sacrificale dell'edificio dell'arroganza e della durezza di cuore dei notabili oritani.

    giovedì 16 settembre 2010

    La campana del pregiudizio e dell'intolleranza

    Schermata della pagina islamofobica "L'Europa è cristiana, non
    musulmana" su Facebook.
    Ieri ho ricevuto un invito a diventare fan della pagina "L'Europa è cristiana, non musulmana" su Facebook da parte de La Nuova Campana di Oria. Il primo particolare che mi ha colpito è stata la vignetta offensiva nei confronti dei musulmani che campeggia nella foto in alto che è una schermata della pagina. Nella pagina si possono leggere frasi del tipo "Sveglia cristiani! Noi dormiamo mentre l'islam avanza!", "Turchia in Europa? No grazie!", "Cristo e non Maometto sta alla base della cultura europea!". Si tratta infatti di una pagina che cavalca l'islamofobia facendo leva su ignoranza e pregiudizi. E' gestita da Gioventù Cristiana, un'associazione culturale di laici di Sassari. A Gennaio 2010 questa associazione entrò in polemica con un'altra associazione di omosessuali sarda per una locandina che ritrarrebbe un cristo che fuma. Ho ignorato subito l'invito anche perché non solo non ho paura dell'islam ma fino a due anni fa ho avuto una relazione durata tre anni con una ragazza musulmana, sebbene io sia rimasto  nella sfera cristiana, che mi ha aiutato a capire tanto sull'Islam. Poi mi è venuta la curiosità di capire meglio cosa fosse La Nuova Campana che sul suo sito web stesso viene definita come "un’esperienza di informazione religiosa locale on line nata nel 2009 come blog parrocchiale". La parrocchia in questione è quella di San Francesco D'Assisi di Oria. E qui c'è qualcosa che non torna, perché se c'è qualcuno che non aveva paura dei musulmani e che anzi va a parlarci fino allo storico incontro con il sultano Malik al-Kamil è proprio il santo di Assisi. Perciò trovo l'invito da parte dello staff de La Nuova Campana pieno di pregiudizi e intolleranza: il contrario di ciò che dovrebbe essere una realtà religiosa. Ho deciso di parlarne ne L'invisibile Oria perché è anche da questi particolari che si gioca il senso dell'appartenenza ad una comunità.

    martedì 31 agosto 2010

    Il presidio di salute della bocca e dei pensieri

    Schermata di un post apparso su carpediemoria.it del blogger Franco Russo.
    Si teme che nel giro di qualche anno il virus potrebbe infettare tutti gli internauti che non avranno, così, più alcuna possibilità di interagire con gli altri e resteranno chiusi in un totale isolamento, perché ognuno avrà il proprio sito.


    Il dott. Fedele e Franco (si spera almeno) Russo lancia un allarme: troppi siti web ad Oria e paventa un vero e proprio "desiderio emulativo". Quindi ci sarebbe qualcuno in alto che farebbe da modello e gli altri in basso tutti ad imitare. Mi chiedo chi sia questo modello. Sta a vedere che possa essere il suo blog carpediemoria?
    "Diffidare dalle imitazioni" sembra dire il sempre fedele (come i carabinieri) e franco (come il bollo). Perché da una parte avremmo il prodotto buono ed originale, dall'altra le contraffazioni. E si sa che il primo è buono e garantito, gli altri sono scadenti e non garantiti, sono un po' come la mozzarella blu. Lui dall'alto della sua professione di dentista di virus e malattie può dire la sua, puà pontificare, anche perché si trova nel suo gabinetto (nel senso di studio) e può dire quello che vuole, chi può contraddirlo? D'altronde si sa esiste una versione ufficiale di notizie ed informazioni, tutti gli altri possono darti solo notizie ed informazioni taroccate. Esiste l'unicum del pensiero a cui affidarsi, gli altri son sofisti tanto per usare un parolone latino e un rifermento dotto alla filosofia. Quindi miei cari concittadini state a sentire il dott. Russo, insigne ed illustro medico esercitante l'alta professione dell'arte della salute pubblica e dell'igiene dei pensieri. Occorre subito una disinfestazione degli altrui pensieri, una bella pulizia da opinioni e punti di vista, perché solo così questo illuminato, acceso, "picciatu" dentista possa metterci in bocca le sue protesi dentarie. Perché, ne sono sicuro, lui lo fa per la salute della nostra bocca, cu no ssìa scià dicimu cosi stuerti. Lo fa per dare una forma alla nostra bocca e non importa se alla fine avremo tutti la stessa bocca e parleremo tutti allo stesso modo, e penseremo quel che lui ci dà da pensare e vedremo quel che lui decide che sia legittimo vedere. Saremo tutti sani e belli... è un presidio di salute pubblica.

    sabato 21 agosto 2010

    La paura fa il boa


    Vigneta degli amici della lanterna di Oria.
    E' venuto giù un sasso, anzi un macigno, anzi no: un quintale di montagna. Cosa? Una frana? Sì, l'intera montagna sta franando.... E' incredibile quello che l'esagerazione di  certe lingue può provocare: non c'è limite. Pensate che possa accadere solo in film come Destinazione Piovarolo, di cui possiamo qui vedere appunto la scena della "frana". No, può succedere anche che un serpentello diventi un boa, come è successo la sera di Ferragosto ad Oria, quando alcuni passanti hanno visto un serpente nei pressi di piazza Manfredi. Subito dopo sono giunti sul posto polizia, carabinieri, vigili del fuoco e un esperto in rettili. Nel frattempo il serpente ha pensato bene di nascondersi e ad oggi non è stato ritrovato. Ma la paura del rettile deve aver ingigantito la visione di queste persone che lo hanno scorto. Perché un altro esperto di rettili, viste le foto, ha affermato che non si tratta di un boa ma di un'innocua serpe, come quelle che spesso si scorgono nelle nostre campagne. La paura fa il boa, dunque, oltre che novanta. Magari con la collaborazione ad ingigantire le cose, tipica di chi non ha occhi per osservare.