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venerdì 2 dicembre 2011

Il com munis di Oria e le sue domande

Un momento dell'incontro tra la giunta comunale e i cittadini di Oria.
Sì è svolto ieri sera, 1 dicembre 2011, alle ore 18 presso il cine-teatro Vittorio Gassman l'incontro «Oria, tra presente e futuro». Il sindaco di Oria, Cosimo Pomarico, e alcuni assessori comunali, hanno incontrato un gruppo di cittadini di Oria in un pubblico dibattito. Doverosa iniziativa della giunta comunale, che si allinea a quello che molte altre amministrazioni italiane stanno facendo, che però spesso è sconfinata nell'auto-celebrazione e nel populismo. L'incontro si è svolto infatti senza modalità e tempi certi, senza regole, insomma, ed è stata l'ennesima affermazione della monocultura federiciana, se non della federicomania.


Consiglierei agli amministratori oritani di dare un'occhiata all'etimologia del verbo comunicare che deriva dal latino "commune" che è un composto di "cum" insieme e "munis" che vuol dire ufficio, incarico, dovere, funzione. E' un verbo all'insegna della collegialità, della partecipazione. Proprio la collegialità, la partecipazione, l'amministrare insieme alla cittadinanza è ciò che può contraddistinguere questa amministrazione. Essa dichiara di voler andare verso questa direzione attraverso gli incontri come quelli di ieri sera. Ma par farlo occorre maggiore organizzazione attraverso delle regole semplici e di buon senso che ieri sera sono mancate.
Consapevole delle proprie responsabilità e forte del proprio ruolo, la comunicazione è un'espressione sociale, un mettere un valore al servizio di qualcuno o qualcosa fuori da sé: non basta pronunciare, scrivere o disegnare per comunicare; la comunicazione avviene quando arriva, quando l'espressione è compresa e diventa patrimonio comune per la costruzione di una discussione, di un sapere, di una cultura.


Questo passaggio invito a leggere nella parola del giorno. Se il sindaco e i suoi assessori prendono il 60-70% del tempo per le risposte e per enunciare ed auto-incensare il proprio operato non stiamo costruendo più un patrimonio comune ma un comizio, che tra l'altro è desueto e fuori luogo quando non c'è campagna elettorale. Ma quali sono queste regole attraverso le quali possiamo meglio organizzare questi incontri? Provo a delinearne dieci.

  1. l'incontro va preparato nei giorni precedenti individuando il tema specifico di cui si vuole discutere in modo da evitare discussioni generalistiche;
  2. va realizzato del materiale divulgativo attorno all'argomento così da avere degli interlocutori preparati in merito;
  3. bisogna prevedere modalità di prenotazione degli interventi dei cittadini tre-quattro giorni prima dell'evento così da non dover dare luogo a controversie durante l'evento;
  4. il modello da prendere in considerazione è il question time: ci deve essere la domanda del cittadino, la risposta dell'amministratore e la replica del cittadino, perché altrimenti ogni domanda diviene il pretesto dell'amministratore per vantarsi delle sue risposte;
  5. bisogna creare un calendario con mesi di anticipo questi incontri;
  6. i tempi devono essere contingentati ed arbitrati e la puntualità va rispettata;
  7. vanno create delle pagine web sul sito web del comune dedicate a questi incontri;
  8. mettere in diretta streaming sul web l'evento;
  9. pubblicare il giorno dopo una sintesi di tutti gli interventi;
  10. il luogo più appropriato a questi incontri è il consiglio comunale perché i cittadini vanno incoraggiati ad avvicinarsi alla macchina amministrativa. I teatri lasciamoli per favore agli attori.
In questo modo si dà la possibilità ad un'assemblea di essere davvero democratica, di dar valore a quel senso di cittadinanza, di appartenenza, di identità a proposito della quale, poi, questa amministrazione si sta rendendo responsabile della infelice scelta della monocultura federiciana. Intitolare il mattatoio comunale, infatti, a Federico II, come si sta per fare, vuol dire legare ancora di più il nostro brand ad una figura che è molto controversa dal punto di vista storico perché non è affatto il campione della cultura e della pace e il suo mito è figlio ed espressione di una cultura del potere nazista e fascista. Qui bisogna dirla tutta: ci esponiamo al ridicolo, una lettura del pregevole libro di Marco Brando, Lo strano caso di Federico II di Svevia può essere illuminante. Puntare la maggior parte delle nostre risorse culturali e turistiche su Federico II, come ha affermato di voler fare l'assessore Pino Malva, significa disconoscere altre peculiarità e personaggi storici che sono più consoni alla storia della cittadina. Il risveglio delle sue energie culturali passa per questa consapevolezza e deve essere altrettanto prioritario come obiettivo quanto quello di incrementare i flussi turistici. Perché come ebbe a scrivere Italo Calvino «Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.»

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mercoledì 8 settembre 2010

Gli spaventaporci

Uno degli spaventapasseri realizzati nelle campagne di Oria
per scoraggiare il mal costume dell'abbandono di immondizie.
Foto: Giuseppe Vecchio.
“Laudato sii mio Signore per sora nostra made terra...(San Francesco D'Assisi): non gettate rifiuti!” A dirlo è uno spaventapasseri che, con tanto di cappello di paglia e gambe di legno, fa bella mostra di se sulla strada provinciale Oria- Latiano, a un chilometro dall'abitato della città federiciana. Non è il solo spaventapasseri eco- impegnato ad aver popolato le campagne intorno al paese. Ci sono infatti altri due “colleghi”: uno presta il suo servizio in contrada Monti, l'altro in contrada San Lorenzo. A questi simpatici omini di paglia non importa molto tenere lontano gli uccellacci, il loro obiettivo è piuttosto salvare la campagna. Chi è che va tenuto a bada? Un tipo di animale piuttosto resistente ai moniti: il cittadino incivile.
Comincia così un post di Francesca D'Abramo che vi invito a leggere per intero sull'abitudine che hanno i cittadini oritani di abbandonare le immondizie nelle campagne. Una bella idea che ha funzionato molto meglio di campagne di sensibilizzazione e appostamenti della polizia municipale. Per vedere a che punto è arrivato il degrado si può dare un'occhiata a questo  video realizzato da Franco Arpa, Una questione da porci.


Il servizio di raccolta differenziata porta a porta messo in atto dal comune di Oria desta perplessità soprattutto nell'essere stata introdotta in blocco, da un giorno all'altro. In questi giorni sono stato nella provincia di Reggio Emilia, dove la raccolta differenziata si fa da anni e dove ancora oggi il conferimento è libero: se lo si desidera si fa la differenziata, altrimenti ci sono ancora i cassonetti dell'indifferenziata. Non capisco, poi, come non si sia potuto immaginare che molti avrebbero gettato tanti rifiuti nella campagne, come purtroppo è successo, anche se questo gesto non è né giustificato né da non perseguire. Complimenti a Giuseppe Vecchio per il suo primo spaventapasseri (sopra nella foto), a Tony Balestra per gli altri spaventapasseri, al circolo di Legambiente di Oria per aver sostenuto l'iniziativa.