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sabato 8 ottobre 2011

Mistero nel mistero ad Oria

Ed ancora si parlerà del “castello di  Oria”  tutti i misteri di questa dimora storica  in provincia di Brindisi  svelati da Jane Alexander sembra che strane presenze si aggirino per le stanze del castello come quella di Bianca Guisciardi ma non solo anche la leggenda di “Oria fumosa” nata tra il 1225 ed il 1233 secondo la quale alcuni giorni al tramonto una strana nebbia avvolgeva il paese tale leggenda narra del sacrificio di una pargoletta strappata alla madre in un rapimento per bagnare con il suo sangue le mura pericolanti del castello. 
Queste le anticipazioni della prossima puntata di Mistero del prossimo 9 ottobre 2011 che riguarderà anche Oria. La trasmissione di Italia uno riuscirà anche a svelarci il mistero di chi sarà l'assessore donna della giunta comunale azzerata dopo il ricorso al Tar? Staremo a vedere.

domenica 2 ottobre 2011

Lo spazio delle donne

Foto: _Blaster_
Le donne ad Oria ci sono e non sono solo le vecchiette che incontriamo nelle stradine del centro storico o alla messa quotidiana in cattedrale o nelle altre chiese. Che poi tutte quelle interpellate davvero avessero tali impegni da dover rifiutare l'invito del sindaco Cosimo Pomarico ad entrare in giunta è tutto da appurare. Fatto sta che il TAR ha azzerato la giunta comunale. Bene hanno fatto Serenella Molendini, Antonietta Perrucci, Vittoria Filomeno e Simona Di Bella, rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Caniglia, a presentare questo ricorso la cui ordinanza del 30 settembre scorso ha dato loro ragione.

Come è stato possibile un ritorno al passato di questo tipo? Come può aver preso piede tanto maschilismo? Come ha fatto la giunta comunale ad accettare una situazione di questo tipo con la complicità dei partiti? La volete vedere quanto era bella la giunta comunale che avevamo? Eccola in questa foto qui di seguito. 

Da Brindisi Report.
Sono meravigliosi, non c'è che dire. Hanno delle sorridenti splendide facce. Il bello è che questa gente ha la faccia tosta di dire: ci abbiamo provato, cosa volete da noi? Siamo stati costretti a fare una giunta comunale tutta al maschile. Bravi. Un applauso. 


D'altronde ad Oria le donne siamo abituate a vederle al corteo storico di Federico II, al premio Federico II, al concorso di miss Judea e in altre kermesse simili. Donne da palco, insomma, non donne da scrivania. 


Foto di  Torneo dei Rioni Oria.
Allora come si spiega che un gruppo di donne si sia opposta e abbia fatto ricorso al TAR? Non sarà mica che le segreterie dei partiti, a cui Pomarico si è rivolto, abbiano incontrato difficoltà perché alle donne non viene lasciato il giusto spazio?


Aggiornamento delle 20 e 40: "I partiti del centrosinistra di Oria hanno scritto una brutta pagina di etica collettiva e di politica, nel momento in cui hanno sottovalutato e calpestato la lotta di liberazione e di emancipazione delle donne e le grandi battaglie per i diritti civili, in cui i tanti movimenti sociali e segnatamente i partiti di sinistra in Italia e in Europa – sin dai tempi delle suffragette che si battevano per il diritto di voto – sono stati sempre all’avanguardia" scrive il consigliere provinciale Francesco Fistetti.

martedì 4 gennaio 2011

Benvenuti a Olia

Il 2011 a Oria è iniziato in un modo un po' scivoloso, un po' olioso, unto diciamo, molto unto. A partire da quella tanica di olio riversata sull'auto del blogger Franco Arpa, noto in città per il suo impegno anche di libero reporter di fatti e vicissitudini cittadine. Qualcuno avrà pensato, forse, che occorresse un po' ungere il veicolo delle informazioni e delle opinioni che il suo impegno assicura. Solo che non ha capito che si trattava di una metafora e ha pensato che bisognava buttare dell'olio sulla sua ford mondeo. O, forse, voleva dare un segnale: vorremmo fluidificare il mezzo con cui ti esprimi e dai voce a tanti cittadini, il tuo blog. E il nostro ex ispettore di polizia in pensione potrebbe addirittura esser grato a loro per questo, perché ogni motore necessita di fluidificante. Il blog è infatti diventato nel tempo il motore di un certo stile di vita attento alla città e agli atti dell'amministrazione, che ci si augura sempre più cittadini abbiano. Però sono stati commessi alcuni errori da parte degli "untori":

  • non aver capito la metafora del veicolo;
  • non aver capito nemmeno la metafora dell'olio: sono le parole l'olio della civilità;
  • aver sprecato tanto olio: ne basta solo un po', non serve tutto quell'olio che è colato su pneumatici e asfalto.
Avrebbero potuto, in fondo, prendere esempio da quando si amministrano i sacramenti del battesimo e della cresima: ci si unge appena le dita per amministrarli. C'è invece esagerazione e spreco nel loro gesto, una rozzezza semiologica che li pone nei limiti della bravata e loro più che dei "bravi" non sono. Perché, alla fine, tutto quest'olio non fa che rendere ancora più scivolose le nostre stradine che salgono e scendono da un castello che da quando è stato restaurato è diventato inaccessibile, nonostante l'impegno degli attuali proprietari. Sembra quasi a guardare da sotto le sue mura, come ho fatto io ieri, ci si senta buttare addosso dei pentoloni d'olio bollente. I Romanin, nuovi proprietari, anche loro sono scivolati nell'olio delle pastoie burocratiche a seguito del commissariamento del comune. Forse non hanno unto abbastanza quegli uffici che dovevano dare loro i permessi necessari e allora bisognerebbe prendersela con quella chiazza d'olio in cui è scivolata l'ultima giunta comunale.

D'altronde è ancora periodo di raccolta delle olive nelle nostre campagne, è periodo in cui l'olio abbonda, anche perché troppo a buon mercato. In qualche modo si deve usare. Dai nostri frantoi l'olio ha preso a colare dappertutto, ha invaso le strade, le automobili, le case, i garage, perfino i sottoscala e i tetti. Anche dentro casa si scivola che è una bellezza, le donne con le gonne ci devono stare attente se non voglion mostrare le pudenda. Solo i bambini sono contenti e si ammazzano dalle risate. Qualche buontempone ha persino cambiato un carattere nel cartello all'ingresso del paese: Benvenuti a Olia (invece di Oria). Dove si scivola come su una grande lastra di ghiaccio, se non si usano i pattini. Le automobili ormai sono impazzite e sbattono in continuazione da un angolo all'altro, si ribaltano, si rimettono in piedi, sembrano schegge ormai impazzite e che non ferma più nessuno. E' un grattacapo per il commissario prefettizio che in tutta fretta ha chiesto consiglio ai consiglieri, agli organi preposti e al gran consiglio di stato che in coro ha risposto: condire tosto con aceto e sale a piacere e mescolare.

martedì 21 settembre 2010

Oria o Morte!

Credit: comune.oria.br.it
"Oria o Morte!". E' con questo slogan che si presenta alla cittadinanza di Oria il nuovo movimento politico "Il Ritorno dei Viventi". Guai a considerarli morti, infatti, o, peggio ancora, delle mummie. Stiamo parlando dei membri della Confraternita della Morte che si trovano negli ipogei della Basilica Cattedrale di Oria. Tutti li ritengono infatti dei cadaveri mummificati ma è giunto il momento di svelare l'arcano. E' vero che si tratta di cittadini oritani che si trovano in quegli ipogei da secoli ma non è vero che siano morti. In realtà sono vivi e vegeti e intendono dimostrarlo presentando una loro lista di candidati alle amministrative per il prossimo consiglio comunale di Oria. E hanno anche espresso il loro candidato sindaco, Euprepio Corrado, che ha rilasciato in esclusiva un'intervista a L'invisibile Oria.

credit: cedrodellibano.it
I.O.: Perché dopo tanti secoli solo ora tornate a dire la vostra nella politica oritana?
E.C.: Pirceni mai tempo come lo presente foe lo più propizio per lo ritorno dei membri della nostra confraternita infra alli quistioni che più albergano ne lo core et ne la mente de li cittadini de Orea. Ne li fatti abbiamo visto et considerato che altri  personaggi antichi sono impegnati ne la giostra de la pubblica administrationem. Parlo de lo miedico Sergio Ardito e de lo cavaliere Cosimo Pomarico.
I.O.: A parte che la candidatura di Ardito non è ufficiale e se na sta ancora discutendo, non le sembra offensivo chiamare "personaggio antico" uno  come Mimino Pomarico che ha solo 64 anni, in confronto ai vostri 3-400 anni, poi?
E.C.: Niuna offensionem. Noi de la Confraternita de la Morte che avimo preso nome de lo partito de lo "Ritorno dei Viventi" declaramo soddisfationem et laetitia per uno paese como l'Italia in dove lo presidente mismo est uno cadavere mummificato, come le persone nostre. Et consideriamo lo presidente de la America in troppo giovane aetate per l'administrationem di sì magno et difficultoso paese. Lo proverbio de li tempi nostri diceva: "Ci puzza di morti po' amministrari li corti, ci puzza di latti subbutu ti lu catti" (Chi puzza di morte può amministrare la corte, chi puzza di latte subito te lo compri, n.d.r.).
I.O.: Qual'è il vostro programma per la città? Qual'è in sintesi la vostra proposta politica?
E.C.: La signoria vostra ave letto de securo uno romanzo ne lo quale si elogia lo cangiamento per la conservationem ("bisogna che tutto cambi perché tutto resti com'è", Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, n.d.r.). Ne lo segno de lo cangiamento de li costumi, de le usanze, dell'adiministrationem la nostra pugna vole conservare lo clima, la mentalitate et ogne cosa ca foe da lo Signore nostro Gesù Cristo predisposta et voluta per lo bene nostro in secula seculorum.
MUMMIE IN CORO: Amen!
I.O.: A naso direi che il vostro programma non si discosta molto da un partito non molto distante dalle vostre posizioni, che ha lo scudo crociato nel suo simbolo e che parla tanto di cambiamento. Ma non le pare di fare come i democristiani della prima repubblica che usavano la fede per i propri scopi?
E.C.: Che lo Deo de li cieli et de la terra et de ogni vita in su lo creato te perdoni et usi magnanimità. Li frati nostri ne la fede hanno perso la vita contra alli turchi ne lo massacro de Otranto et noi consideriamo lo martirio come la maxima de le virtù. La difesa de la fede et de la volontate de lo Deo ne la Uria de li tempi nostri est la missione che Gesù Cristo ce affidò.
I.O.: Scusi ma la laicità dello stato e tutti i valori civili a questo punto che fine fanno?
E.C.: Est una quistione che deve chiedere a quelli villici che ieri ne la Urbe aeterna fecero nuovo dolore et dispiacere co' loro rimostranze. Ma ora nce deve scusare ca lo tiempo ca mi è concesso have fine.
I.O.: Certo, la saluto e la ringrazio.
MUMMIE IN CORO: (si allontanano in processione cantando) Ti saluto, o croce santa,
che portasti il Redentor,
gloria, lode, onor ti canta
ogni lingua ed ogni cuor...